1953-1963 Dove vivo

Foto: Felicitas Timpe, Archivio fotografico della Biblioteca nazionale bavarese

1953: Esiste dialogo solo quando siamo consapevoli che tutto resta una questione aperta. (Kleist, il muschio, i fagiani, 72)

1956: Riconquistare ogni giorno la disperazione che infonde coraggio. (Kleist, il muschio, i fagiani, 78)

1959: Si arriva a conoscere soltanto quello che già si sa. (Kleist, il muschio, i fagiani, 82)

1963: Cercare il cercare. (Kleist, il muschio, i fagiani, 86)

Nel 1953 Ilse Aichinger sposa lo scrittore tedesco Günter Eich. La coppia vive in Baviera vicino al confine austriaco, prima a Breitbrunn in Alta Baviera, e – a partire dal 1956 – a Lenggries. Clemens, il figlio della coppia nato nel 1954, diventerà anche lui più tardi uno scrittore. Nel 1957 nasce la figlia Mirjam.

Aichinger e Eich diventano presto le voci più autorevoli della letteratura contemporanea di lingua tedesca. Nel suo libro Zu keiner Stunde (In nessun momento, 1967) Aichinger sviluppa una nuova forma di prosa: “i dialoghi scenici”. Nel 1960 la casa editrice Fischer Verlag pubblica La speranza più grande in una nuova edizione ampiamente rielaborata dall’autrice. In questa versione il romanzo diventa subito famoso a livello internazionale. Alla radio Aichinger è presente con i suoi drammi radiofonici (Bottoni, Visita alla parrocchia) e con una serie di saggi (tra cui alcuni su A.Stifter, G.Trakl). Il trauma subìto della persecuzione e dello sterminio resta il tema centrale dei suoi testi, nei quali l’autrice fa dell’atto di parlare di questo trauma l’oggetto principale del suo racconto.

Helga Michie: Careful, We’re Sliding, fibre pen, 20x25cm, 1968 (HM 18)

Il racconto di Aichinger “Wo ich wohne” (dove vivo) viene pubblicato per la prima volta nel 1955 nell’annuario letterario della città di Linz, Stillere Heimat. Nel racconto solo la protagonista si rende conto che il suo appartamento progressivamente sta sprofondando, dal terzo piano fin sotto il livello stradale, mentre l’ambiente circostante sembra ignorare quanto sta accadendo. La storia narra quindi della progressiva esclusione della protagonista dal resto degli abitanti del condominio e della sua prevedibile “scomparsa” tra le quattro mura di casa.

Negli anni seguenti Aichinger riceverà numerosi premi per i suoi testi. (Lascito di Ilse Aichinger, DLA)

Sin dall’inizio, l’editrice Brigitte Bermann-Fischer aveva notato il carattere straordinario del nuovo stile di Ilse Achinger. Lettera all’autrice del 25-7-1956. In: Gottfried Bermann-Fischer, Brigitte Bermann-Fischer: Briefwechsel mit Autoren. Ed. Rainer Stach con la collaborazione redazionale di Karin Schlapp. Frankfurt a.M.: S. Fischer Verlag 1990, 541.

Il libro pubblicato nel 1957 è dedicato alla sorella Helga.

Prefazione inedita dell’autrice sui brani “Rose di Pentecoste” e “Ambasciata francese” mandati in onda sulla Bayerische Rundfunk (Radio bavarese) il 20 maggio 1960 (Lascito di Ilse Aichinger im DLA)

Ilse Aichinger e Günter Eich contribuirono negli anni Cinquanta e Sessanta in maniera determinante al diffondersi del genere del dramma radiofonico in lingua tedesca. (Lascito di Ilse Aichinger DLA)

Il radiodramma Besuch im Pfarrhaus (Visita nella casa parrocchiale, trasmesso in onda per la prima volta il 16.3.1962, NDR) fu il secondo di questo genere di Ilse Aichinger. Decenni dopo (1986) Ernst Jandl commentò con grande ammirazione questo dramma: “[…] Era un brano poetico, qualcosa che aveva scritto per sé stessa e non la mera riproduzione di qualcosa o una dichiarazione su un determinato tema. Era il dipanarsi della lingua, un susseguirsi di parole e frasi decantate da voci, dunque qualcosa di lineare, in teoria, ma che ad ogni punto instaurava delle connessioni con le cose al di fuori, all’esterno, con il mondo, con la vita. In questo modo, questo sviluppo lineare ha raggiunto una nuova dimensione, espandendosi e diventando superficie, una superficie lavorata, ma con disegni irregolari, una fotografia, ma non una riproduzione.” (cit. da Auckland 329)

Helga Michie: House in Flight, etching, 20×18 cm, date unknown (HM 107)

1921-1927 Non si può comprendere il ricordo fino in fondo.

Ilse Aichinger e la sua gemella omozigota Helga nascono il 1° novembre del 1921 a Vienna e vengono battezzate con il rito cattolico.

1927-1938 Una storia di fedeltà

Nell’estate del 1927 i genitori di Aichinger si separano. Arriva il divorzio. Le gemelle tornano a Vienna con la madre, sebbene mantengano ottimi rapporti col padre. Sono tempi difficili.

1938-1945 Gli anni della persecuzione e dell’insicurezza

In Austria, per molte famiglie il Natale del 1938 segnò l’inizio delle persecuzioni e dell’incertezza. Anche noi avevamo dovuto lasciare il nostro appartamento e abitavamo in casa della nonna.

La speranza più grande

Il titolo è arrivato per prima, La speranza più grande, perché questo concetto della speranza è contro ogni speranza, in realtà è la speranza dei perduti.

1945-1950 “Tutto inizia con Ilse Aichinger”

Pochi mesi dopo la fine della guerra, il 1° settembre 1945, data in cui ricorreva anche il sesto anniversario dell’inizio della guerra, viene pubblicato un testo di Ilse Aichinger, “Das vierte Tor”.

1950-1953 Raccontare di questi tempi

Grazie all’aiuto economico della casa editrice Fischer Verlag, Aichinger lascia Vienna all’inizio degli anni Cinquanta per trasferirsi a Francoforte…

1963-1972 Talpe

Nell’estate del 1963 Aichinger si trasferisce con la sua famiglia in una vecchia casa a Großgmain nel Salisburghese.

1972-1984: Trascinare davanti a sé i tramonti

Anche dopo la morte di Günter Eich, avvenuta nel dicembre del 1972, Ilse Aichinger continuerà a vivere nella casa a Großgmain, dove abiterà insieme a sua madre.

1984-1988 Le parole vanno sempre

Prima di ritornare definitivamente a Vienna, su iniziativa della sua editrice, amica e mecenate Monika Schoeller, Aichinger vive per un periodo di nuovo a Francoforte.

Trasformare la distanza in contatto

Solo in rari momenti è possibile riconoscere i profondi nessi che caratterizzano l’opera delle due sorelle Aichinger, che a partire dalla loro separazione del 1939…

1988-1996 La precisione conterà sempre

Cinquanta anni dopo il cosiddetto “Anschluss” dell’Austria e nel momento clou dell’affare Waldheim, Ilse Aichinger ritorna a Vienna.

1997-2006 “… che ho bisogno di Vienna”. Nel cinema della scomparsa

Aichinger, assidua frequentatrice di cinema e dei caffè letterari, incarna negli anni Novanta lo stereotipo del tipico intellettuale viennese.

2006-2016: La libertà di eclissarsi

Perché «Diario», perché «Scomparire», perché «Flash su una vita»? – Perché per me è importante soprattutto la fugacità.

2016-2021: Felicità, gioventù, speranza

Quando Ilse Aichinger nella primavera del 1952 presentò la sua “Storia allo specchio” davanti al Gruppo ’47, non vi fu nessuna discussione, nessuna obiezione.