1963-1972  Talpe    

La parola «talpe» è una parola che usiamo nel nostro linguaggio in famiglia. […] Questa parola è stata usata da mia moglie la prima volta, circa dodici, tredici anni fa, per indicare i racconti brevi. Per noi era un’abitudine usare la parola «talpe» per indicare i racconti brevi. La parola deriva da una talpa in carne e ossa che si aggirava davanti alla nostra finestra e che, quindi, la maggior parte del tempo stava sopra il suolo e non sotto. È stato dunque un animale “visibile” a spingerci a utilizzare il suo nome come simbolo per le nostre produzioni letterarie. (Günter Eich, intervista con Johannes Poethen 1968; Eich GW IV, 515)

Foto: Lascito di Ilse Aichinger (DLA)

Nell’estate del 1963 Aichinger si trasferisce con la sua famiglia in una vecchia casa a Großgmain nel Salisburghese. Il miracolo economico, la decolonizzazione, l’americanizzazione, le rivolte politiche e la rielaborazione dei crimini nazisti nel processo Eichmann e nel processo di Auschwitz sono gli sviluppi di questa epoca che provocheranno a loro volta un cambiamento epocale nell’ambito della letteratura. Ilse Aichinger e Günter Eich sperimentarono, ciascuno a modo suo, nuove forme di scrittura all’insegna del “linguistic turn”. Wolfgang Hildesheimer la definisce “prosa assurda” (Frankfurter Vorlesungen). Aichinger e Eich si servono del termine di “Maulwürfe”, talpe, con il quale diventeranno famosi, proprio per definire questa prosa.

Günter Eich gioca con i bambini a volano, Ilse Aichinger filma con una Super 8. Dal film di Christine Nagel: Wo ich wohne – Ein Film für Ilse Aichinger (2014).

Scritta su una cartellina, all’interno della quale Ilse Aichinger raccoglie i relativi testi (Lascito di Ilse Aichinger, DLA)

Günter Eich: Maulwürfe. Gesammelte Prosa. Frankfurt am Main 1968.

Un testo di prosa e un collage di Wolfgang Hildesheimer accompagnano la prima pubblicazione di Aichinger dal titolo “Der Querbalken” (la traversa) sulla rivista Merkur (190, 1963). Foto di Ilse Aichinger nel lascito dell’autrice (DLA)

Helga Michie: Sur le Bonheur, etching, 20x17cm, 1983 (HM 89)

La sorella di Ilse Aichinger, Helga Michie (cognome del marito) che a Londra era sempre in stretto contatto con autori e artisti, autrice anche lei di poesie e traduttrice, iniziò alla metà degli anni Sessanta a dedicarsi sistematicamente al proprio talento artistico per svilupparlo ulteriormente. I nessi tra le opere delle due sorelle sono molteplici, ma vengono espressi in modo esplicito solo in rari casi. Così, per la prima volta, fu pubblicato il disegno Queuing for Godot insieme a un testo di Ilse Aichinger nel Süddeutsche Zeitung del 9/10 maggio 1970 (lascito di Helga Michie). Il titolo “Sur le bonheur”, un altro testo in prosa di Ilse Aichinger, scritto nel 1971 (Parole brutte, 91s.), sarà utilizzato da Helga Michie nel 1983 per un suo disegno in acquaforte. Quando, tre anni dopo, questo disegno apparirà sulla copertina della rivista Die Neue Rundschau, si scorgerà un nuovo sottile nesso con i diari di Aichinger 1965-1985.

La poesia “Winterantwort” nell’originale di Ilse Aichinger e nella traduzione di Helga Michie. (Manoscritto e foto delle sorelle gemelle, lascito di Ilse Aichinger, DLA; Traduzione lascito di Helga Michie)

1921-1927 Non si può comprendere il ricordo fino in fondo.

Ilse Aichinger e la sua gemella omozigota Helga nascono il 1° novembre del 1921 a Vienna e vengono battezzate con il rito cattolico.

1927-1938 Una storia di fedeltà

Nell’estate del 1927 i genitori di Aichinger si separano. Arriva il divorzio. Le gemelle tornano a Vienna con la madre, sebbene mantengano ottimi rapporti col padre. Sono tempi difficili.

1938-1945 Gli anni della persecuzione e dell’insicurezza

In Austria, per molte famiglie il Natale del 1938 segnò l’inizio delle persecuzioni e dell’incertezza. Anche noi avevamo dovuto lasciare il nostro appartamento e abitavamo in casa della nonna.

La speranza più grande

Il titolo è arrivato per prima, La speranza più grande, perché questo concetto della speranza è contro ogni speranza, in realtà è la speranza dei perduti.

1945-1950 “Tutto inizia con Ilse Aichinger”

Pochi mesi dopo la fine della guerra, il 1° settembre 1945, data in cui ricorreva anche il sesto anniversario dell’inizio della guerra, viene pubblicato un testo di Ilse Aichinger, “Das vierte Tor”.

1950-1953 Raccontare di questi tempi

Grazie all’aiuto economico della casa editrice Fischer Verlag, Aichinger lascia Vienna all’inizio degli anni Cinquanta per trasferirsi a Francoforte…

1953-1963 Dove vivo

Nel 1953 Ilse Aichinger sposa lo scrittore tedesco Günter Eich. La coppia vive in Baviera vicino al confine austriaco, prima a Breitbrunn in Alta Baviera, e – a partire dal 1956 – a Lenggries.

1972-1984: Trascinare davanti a sé i tramonti

Anche dopo la morte di Günter Eich, avvenuta nel dicembre del 1972, Ilse Aichinger continuerà a vivere nella casa a Großgmain, dove abiterà insieme a sua madre.

1984-1988 Le parole vanno sempre

Prima di ritornare definitivamente a Vienna, su iniziativa della sua editrice, amica e mecenate Monika Schoeller, Aichinger vive per un periodo di nuovo a Francoforte.

Trasformare la distanza in contatto

Solo in rari momenti è possibile riconoscere i profondi nessi che caratterizzano l’opera delle due sorelle Aichinger, che a partire dalla loro separazione del 1939…

1988-1996 La precisione conterà sempre

Cinquanta anni dopo il cosiddetto “Anschluss” dell’Austria e nel momento clou dell’affare Waldheim, Ilse Aichinger ritorna a Vienna.

1997-2006 “… che ho bisogno di Vienna”. Nel cinema della scomparsa

Aichinger, assidua frequentatrice di cinema e dei caffè letterari, incarna negli anni Novanta lo stereotipo del tipico intellettuale viennese.

2006-2016: La libertà di eclissarsi

Perché «Diario», perché «Scomparire», perché «Flash su una vita»? – Perché per me è importante soprattutto la fugacità.

2016-2021: Felicità, gioventù, speranza

Quando Ilse Aichinger nella primavera del 1952 presentò la sua “Storia allo specchio” davanti al Gruppo ’47, non vi fu nessuna discussione, nessuna obiezione.