2016-2021: Felicità, gioventù, speranza

Ilse Aichinger con i figli Clemens Eich e Mirjam Eich nel giardino di casa a Großgmain. Foto: Archivio di Stefan Moses.

«È finita» – , dicono quelli dietro di te, «è morta! »Zitto! Lasciali parlare! (Der Gefesselte/L’incatenato, 74)

Quando Ilse Aichinger nella primavera del 1952 presentò la sua “Storia allo specchio” davanti al Gruppo ’47, non vi fu nessuna discussione, nessuna obiezione. Il testo convinse tutti, senza ombra di dubbio, e fu quasi scontata la decisione del Gruppo di premiare l’autrice. L’importanza di Aichinger come una delle autrici più importanti della letteratura di lingua tedesca del XX secolo era ormai riconosciuta da tempo. I riconoscimenti arrivarono da Ruth Klüger, Josef Winkler fino a Uljana Wolf; fu apprezzata per generazioni, soprattutto dalla cerchia dei suoi colleghi scrittori. I testi di Aichinger fino ad oggi colpiscono per il senso di quiete e sicurezza che li pervade. Nella maggior parte di essi si tratta di scene dialogiche, nelle quali si indaga il rapporto tra lingua e realtà. Se Aichinger all’inizio, dal suo lontano esilio, si rivolge alla sorella con affetto e nostalgia, così finisce per rivolgersi a tutti noi con il suo “invito alla diffidenza”. Nei suoi saggi radiofonici degli ultimi anni Cinquanta Aichinger commemora le persone morte prematuramente – tutti questi testi si possono ora leggere nuovamente nelle più recenti pubblicazioni dell’autrice. Anche dopo la morte di Ilse Aichinger i suoi testi continuano a parlare – a partire dalla fine e verso la fine. Come in un empatico atto di fede i suoi testi riprendono sempre i motivi della “felicità, della gioventù, e della speranza” e si rivolgono a tutti coloro che non si irrigidiscono sulle proprie posizioni, ma sono in grado di rompere gli schemi. Le parole di Aichinger non restano inascoltate.

Due film che si basano sui racconti di Ilse Aichinger: il film di danza Bound – Der Gefesselte di Jan Schmidt-Garre con Corinna Harfouch e Saburo Teshigawara (2008), e Wo ich wohneEin Film für Ilse Aichinger (Dove vivo io – Un film per Ilse Aichinger) di Christine Nagel (2016)

Audiolibro: Die größere Hoffnung (La speranza più grande) sotto forma di audiolibro con Anne Bennent (voce), Otto Lechner e Peter Rosmanit (musica). Wien: Mandelbaum Verlag 2016

Ilse Aichinger, La Terra Santa

La grande speranza, La banchina

La Terra Santa, La paura della paura

La morte della nonna, Sogno alato, La speranza più grande

  1. Das heilige Land Ilse Aichinger 1:47
  2. Die grosse Hoffnung Ilse Aichinger 10:40
  3. Der Kai Ilse Aichinger 7:29
  4. Das heilige Land Ilse Aichinger 11:44
  5. Die Angst vor der Angst Ilse Aichinger 0:57
  6. Der Tod der Grossmutter Ilse Aichinger 5:27
  7. Flügeltraum Ilse Aichinger 7:40
  8. Die grössere Hoffnung Ilse Aichinger 9:05

„Zu keiner Stunde“ ist das „aichinger haus“ geöffnet (La casa di Aichinger non è mai aperta) è l’iniziativa di un gruppo di autori, artisti e lettori viennesi delle opere di Aichinger, che pubblicano sporadicamente da oltre cinque anni i testi dell’autrice nello Stadtraum di Vienna sotto forma di mostre e readings, di radiodrammi presentati live, o di eventi cinematografici. È possibile consultare le “tracce” dei progetti attuali e già terminati sul sito: http://www.aichingerhaus.at/

Progetto di Sarah Elena Müller, nel quale il testo di Aichinger “La mia lingua e io” sarà tradotto in realtà virtuale. http://buchundliteraturostplus.ch/projekte/geforderte-2019/

“Schlechte Wörter” tradotto da una coppia di poeti: Bad Words. Translated by Uljana Wolf and Christian Hawkey. London, New York, Calcutta: Seagull Books 2018.

«Was für Sätze». Zu Ilse Aichinger. ed. Theresia Prammer, Christine Vescoli. Con il contributo originale di Helmut Böttiger · Sonja vom Brocke · Elke Erb · Ruth Klüger · Hannah Markus · Sascha Michel · Marion Poschmann · Monika Rinck · Ferdinand Schmatz · Marlene Streeruwitz · Daniela Strigl · Andrea Winkler · Uljana Wolf · Reto Ziegler (Edition Korrespondenzen)

Helga e Ilse Aichinger: »Ich schreib für Dich und jedes Wort aus Liebe« Briefwechsel, Wien-London 1939-1947. Edito, commentato e con postfazione di Nikola Herweg. Wien: Edition Korrespondenzen 2021

Ilse Aichinger: Aufruf zum Mißtrauen. Verstreute Publikationen 1946-2005. Ed. Andreas Dittrich. Frankfurt a.M.: S. Fischer 2021

Ilse Aichinger: [Saggi radiofonici. Ed. Simone Fässler] Wien: Edition Korrespondenzen 2021

Ingeborg Bachmann, Ilse Aichinger, Günter Eich: »halten wir einander fest und halten wir alles fest!«. Der Briefwechsel. Ed. da Irene Fußl e Roland Berbig. Con prefazione di Hans Höller. München, Berlin: Piper, Suhrkamp 2021.

Helga Michie: untitled, ballpoint pen, 26×7 cm, date unknown (HM 238)

1921-1927 Non si può comprendere il ricordo fino in fondo.

Ilse Aichinger e la sua gemella omozigota Helga nascono il 1° novembre del 1921 a Vienna e vengono battezzate con il rito cattolico.

1927-1938 Una storia di fedeltà

Nell’estate del 1927 i genitori di Aichinger si separano. Arriva il divorzio. Le gemelle tornano a Vienna con la madre, sebbene mantengano ottimi rapporti col padre. Sono tempi difficili.

1938-1945 Gli anni della persecuzione e dell’insicurezza

In Austria, per molte famiglie il Natale del 1938 segnò l’inizio delle persecuzioni e dell’incertezza. Anche noi avevamo dovuto lasciare il nostro appartamento e abitavamo in casa della nonna.

La speranza più grande

Il titolo è arrivato per prima, La speranza più grande, perché questo concetto della speranza è contro ogni speranza, in realtà è la speranza dei perduti.

1945-1950 “Tutto inizia con Ilse Aichinger”

Pochi mesi dopo la fine della guerra, il 1° settembre 1945, data in cui ricorreva anche il sesto anniversario dell’inizio della guerra, viene pubblicato un testo di Ilse Aichinger, “Das vierte Tor”.

1950-1953 Raccontare di questi tempi

Grazie all’aiuto economico della casa editrice Fischer Verlag, Aichinger lascia Vienna all’inizio degli anni Cinquanta per trasferirsi a Francoforte…

1953-1963 Dove vivo

Nel 1953 Ilse Aichinger sposa lo scrittore tedesco Günter Eich. La coppia vive in Baviera vicino al confine austriaco, prima a Breitbrunn in Alta Baviera, e – a partire dal 1956 – a Lenggries.

1963-1972 Talpe

Nell’estate del 1963 Aichinger si trasferisce con la sua famiglia in una vecchia casa a Großgmain nel Salisburghese.

1972-1984: Trascinare davanti a sé i tramonti

Anche dopo la morte di Günter Eich, avvenuta nel dicembre del 1972, Ilse Aichinger continuerà a vivere nella casa a Großgmain, dove abiterà insieme a sua madre.

1984-1988 Le parole vanno sempre

Prima di ritornare definitivamente a Vienna, su iniziativa della sua editrice, amica e mecenate Monika Schoeller, Aichinger vive per un periodo di nuovo a Francoforte.

Trasformare la distanza in contatto

Solo in rari momenti è possibile riconoscere i profondi nessi che caratterizzano l’opera delle due sorelle Aichinger, che a partire dalla loro separazione del 1939…

1988-1996 La precisione conterà sempre

Cinquanta anni dopo il cosiddetto “Anschluss” dell’Austria e nel momento clou dell’affare Waldheim, Ilse Aichinger ritorna a Vienna.

1997-2006 “… che ho bisogno di Vienna”. Nel cinema della scomparsa

Aichinger, assidua frequentatrice di cinema e dei caffè letterari, incarna negli anni Novanta lo stereotipo del tipico intellettuale viennese.

2006-2016: La libertà di eclissarsi

Perché «Diario», perché «Scomparire», perché «Flash su una vita»? – Perché per me è importante soprattutto la fugacità.